“Dopo le dichiarazioni dell’onorevole Della Vedova che ha criticato l’Italia in quanto paese privo di una legge civile sulle coppie di fatto, anche gay, ci aspettiamo una presa di posizione in materia anche dell’assessore alla Salute del Comune di Milano, Giampaolo Landi di Chiavenna, molto vicino ai finiani. D’altra parte un passo in avanti sui diritti civili per il comune non sarebbe nemmeno troppo difficile”. Ritorna così Roberto Caputo, vice capogruppo del Pd a Palazzo Isimbardi selle dichiarazioni dell’esponente di Fli che ha preannunciato un’iniziativa a carattere parlamentare sul tema delle unioni gay.
“Landi dimostri finalmente di essere un assessore liberale – lo esorta Caputo - e abbia il coraggio di fare quello che non hanno fatto i suoi colleghi: proponga di applicare anche presso il Comune di Milano il registro delle coppie di fatto. Si tratta di una questione di diritti civili, che riguarderebbe migliaia di casi in un metropoli come Milano, arretrata su questi temi. L’apertura del registro si può attuare immediatamente e aiuterebbe molte coppie, siano esse etero o omosessuali, a vedere riconosciuti i propri diritti”.
“Ricordo che in Italia – aggiunge Caputo - è in vigore una legge del 1958 (ribadita nel Dpr del 1989) voluta dal governo monocolore Dc presieduto da Adone Zoli che definisce la famiglia anagrafica come ‘un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune’. Parole del lontano ’58 che aprono la strada in materia”.
“Non si tratterebbe certo – conclude Caputo - di un caso isolato. Molte città hanno già aperto registri di questo tipo e molte aziende private, per esempio, già prevedono l’estensione dell’assicurazione sanitaria ai conviventi. Lo stesso tipo di trattamento è riservato anche ai parlamentari. Perché non dare un segno di civiltà anche nella nostra Milano”.
Milano,

