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 “La situazione politica in Provincia di Milano è calma solo in apparenza. Nonostante le smentite, d’obbligo in questo momento, c’è fermento a Palazzo Isimbardi e vedo come molto probabile la formazione di un nuovo gruppo di moderati”. Ritorna così Roberto Caputo, vice capogruppo del Pd in Provincia di Milano, sull’eventualità che la scelta a Roma di Fini, Casini, Rutelli e Lombardo di votare in maniera unitaria possa avere le sue ripercussioni anche a Milano.
“Certo, molto dipende dall’evolversi della situazione nazionale – continua Caputo -  ma l’alleanza che si è delineata in questi giorni a Roma, nata con l’astensione al voto sulla mozione di sfiducia a Caliendo, aprirà nuovi scenari anche a Milano. E se questa alleanza dovesse evolversi, resistere all’estate e tramutarsi in un vero e proprio progetto politico, qualcuno potrebbe pensare di riproporla anche qui da noi”.
“Voci ce ne sono – riferisce Caputo – e tante. Così come abboccamenti e incontri più o meno segreti. Rumors parlano di un corposo gruppo, composto da moderati, che potrebbe arrivare anche a quatto o cinque consiglieri. E’ facile perciò immaginare, senza timore di prendere un abbaglio, il configurarsi un’alleanza tra qualche esponente del Pdl, non necessariamente di area ex An, esponenti dell’Udc e di qualche altro gruppo di opposizione. Con questi numeri il gruppo potrebbe rivelarsi determinante per la maggioranza a Palazzo Isimbardi”.
“D’altra parte – aggiunge Caputo - Milano è sempre stato un laboratorio per nuove forze politiche. E in questo caso i sondaggi disastrosi sul gradimento dell’attuale  sindaco, ormai sotto la soglia della decenza, stanno aiutando la ricerca di un candidato alternativo alla Moratti e all’alleanza Pdl e Lega. Un candidato che sarà rappresentativo di un centro moderato, trovato all’interno di una borghesia milanese sempre più insofferente”.
“Questo spariglierebbe i giochi – conclude Caputo -  potendo immaginare un potenziale elettorale sopra il 10%, soprattutto se raccogliesse anche forze ex laiche. Il Pd non può attendere oltre e neanche farsi sorprendere. La partita è tutta da giocare, ma i tempi sono sempre più ristretti. In questo scenario il Pd deve lavorare per trovare una vera alternativa. Mai come questa volta la vittoria per il centrosinistra, con una Moratti così alla frutta e invisa anche al centrodestra, è assolutamente possibile”.

 

Milano, 4 agosto 2010