Sostenere la candidatura di Sesto San Giovanni a città Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Questo l’impegno preso dal Consiglio provinciale di oggi che ha approvato all’unanimità un ordine del giorno presentato da Roberta Perego (Pd).
Sesto San Giovanni ha vissuto in meno di un secolo una intera parabola estremamente significativa: da borgo agricolo dei primi del Novecento, è diventata in pochi anni la quinta città industriale italiana, per poi affrontare un processo di riconversione dalla fine degli anni Novanta, a partire dalla definitiva chiusura delle Acciaierie Falck.
“Il tratto caratterizzante della candidatura di Sesto San Giovanni – ha detto Roberta Perego nel suo intervento in Aula - a Patrimonio dell’Umanità è dato dall’unione della storia industriale e operaia della città, testimoniata da tanti edifici e monumenti in tutto il territorio e da una ricca raccolta di archivi custoditi dalla fondazione ISEC, con la capacità che la città ha avuto di evolversi, sviluppando nuove funzioni. Sapendo coniugare il proprio passato con una riconnessione in grado di proiettarla pienamente nel futuro”.
“Con questa mozione – ha continuato Perego - abbiamo voluto coinvolgere anche il Ministero dei Beni e delle attività culturali affinché faccia propria la candidatura e la sottoponga con il proprio giudizio e sostegno, all’ICOMOS (International Council of Monuments and Sites)”.
Il comune di Sesto San Giovanni intanto sta già lavorando alla proposta. La bozza del Dossier per la candidatura è stata consegnata il 16 luglio del 2009 al Ministero dei Beni e delle attività culturali perché possa formulare le proprie osservazioni e avviare il progetto.
“Ci auguriamo – ha concluso - che possa essere accettato al più presto. L’inserimento nella lista dell’Icomos-UNESCO conferirebbe alla città la possibilità di incrementare la tutela e la conservazione del patrimonio cittadino e nello stesso tempo questo inserimento rappresenterebbe una forza attrattiva non indifferente anche in previsione dell’evento Expo
Milano,

