L’Expo un’occasione quasi perduta. A definire così l’esposizione universale del 2015 è stato il Corriere della Sera che in un editoriale di prima pagina non ha esitato a evidenziare tutte le ragioni che fanno di un evento in cui tutti abbiamo creduto un’opportunità persa. A poco meno di due anni dalla vittoria di Milano a Parigi per Expo ci sono stati solo problemi, inciampi, rinvii e il risultato è stata la paralisi. Ad oggi l’amministratore delegato, Lucio Stanca, non ha ancora presentato il piano economico atteso da tutte le istituzioni. Pur essendo in tempi di ristrettezze le risorse fin ad oggi sono state usate solo per spese di funzionamento, non ultima la faraonica trasferta a Shangai. Intanto il commissario straordinario, Letizia Mo-ratti, è stato svuotato di tutti i suoi poteri. Di fatto non si sta più occupando dell’evento ed assiste silenzioso allo svolgersi dei fatti. Si è avanzata l’ipotesi di una deroga al patto di stabilità del Comune per finanziare le opere connesse ed è chiaro che questo è l’unico vero modo per ottenere le risorse necessarie, così come è già stato fatto per la metropolitana di Roma e le Olimpiadi di Torino; ma nulla è ancora certo. A metterci una pezza è intervenuto il presidente della Regione, Roberto Formigoni, che ha messo a disposizione dei Comuni e delle province lombarde 40 milioni di euro per portare a termini gli investimenti previsti senza violare il patto di stabilità. Un intervento utile ma che non darà certo una soluzione definitiva alla vicenda Expo. Così come non è affatto chiaro se il Governo Berlusconi e soprattutto il suo Mi-nistro dell’Economia, Giulio Tremonti, intendano onorare gli impegni presi.
La maggioranza di Centrodestra ha applaudito prontamente alla notizie degli stanziamenti da parte del Cipe per Pedemontana, M4 e M5 ma in realtà si tratta di cifre ben più modeste di quello che sembra in apparenza. Dei sette miliardi e 200 milioni annunciati dal Cipe il Governo ne metterà a disposizione solo due e 100 milioni. In questi mesi il Governo ha umiliato Milano, si è occupato di Catania, di Roma, del ponte sullo stretto, ma al capoluogo lombardo non ha dato nessuna certezza. Il sindaco Moratti non ha saputo rappresentare la sua città con la schiena dritta. Preoccupata solo del suo futuro politico ha mostrato verso il Governo un’accondiscendenza imbarazzante. Meglio sarebbe se decidesse di rimettere il mandato di commissario straordinario e lo riprendesse soltanto una volta che dalla sua maggioranza e dal Governo fossero arrivati i fondi promessi e la garanzia di un impegno serio e concreto per Expo.
Questo se ci si vuole occupare di fare di Expo una vera occasione per i territori e non un business di pochi, come è apparso in tante occasioni. La vicenda dei terreni è emblematica, le aree diverranno di edilizia residenziale e potranno vedere nascere un insediamento enorme. È evidente che a Milano c’è in atto uno scontro tra poteri e immobiliaristi, ovvero tra chi oggi ha le aree e chi le vorrebbe acquistare a prezzi non competitivi. Uno scontro al quale è necessario prestare attenzione se non si vuole che Expo per Milano sia solo un grande bluff.
Filippo Penati | Capo Se-greteria politica di Bersani

