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L’inno viene suonato prima dell’apertura della seduta per permettere loro di stare fuori dall’Aula 

“La Lega in Consiglio provinciale impone l’esecuzione dell’Inno di Mameli prima dell’apertura della seduta, così si può permettere di stare fuori dall’Aula senza far mancare il numero legale. E’ chiaro e noto l’atteggiamento del Carroccio, ma che la presidenza si sia prestata ad un tale stratagemma è gravissimo”. Questa la denuncia fatta da Matteo Mauri, capogruppo del Partito Democratico a Palazzo Isimbardi.


“La maggioranza in Consiglio provinciale – spiega Mauri - dopo essersi resa conto che non c’era il numero legale per aprire la seduta e che non ci sarebbe stato, visto che i consiglieri leghisti sarebbero rimasti fuori dall’aula fino all’esecuzione dell’Inno, ha fatto suonare l’inno italiano prima che la seduta fosse aperta. Un espediente che ha permesso ai consiglieri leghisti di partecipare alla seduta senza che le loro orecchie venissero toccate dalla composizione di Mameli”.
“Una vergogna – aggiunge Mauri-. È evidente che così come è successo la volta scorsa, l’inno italiano assume il significato che gli è proprio solo in occasione ufficiali. E la seduta non è ufficiale se non c’è il numero legale”. 
“Oggi si è consumata una battaglia politica – conclude Mauri - non tra maggioranza e opposizione, ma all’interno della stessa maggioranza. Una prova di forza tra Pdl e Lega: il risultato è stato che il Pdl ha alzato bandiera bianca di fronte ai ricatti della Lega e ha permesso che venissero prese in giro le istituzioni”. 

Milano, 15 marzo 2011